LA SOCIETÀ PERFETTA


Vagabondiamo da secoli, alla ricerca della verità… Ogni civiltà del passato, a modo suo, ha dato le sue risposte, frutto di sperimentazioni, errori, ma anche notevoli scoperte, che hanno portato , progressivamente, l’essere umano a traguardi impensabili.
In linea di massima, le antiche civiltà, si sono evolute con criteri simili, avvalendosi, per la propria sopravvivenza, di risorse agricole, artigianali e sul commercio.
La rivoluzione industriale, iniziata in Inghilterra, nella seconda metà del 1700, ha modificato radicalmente la struttura delle società e di conseguenza anche delle persone, che si sono adattate a stili di vita diversi, sviluppando necessità nuove. Abbiamo assistito, dagli inizi del 1900, ad un’escalation vertiginosa e prodigiosa di scoperte scientifiche, che hanno portato notevoli benefici nella qualità di vita delle popolazioni di tutto il mondo.
A questo straordinario progresso, tuttavia, non corrisponde un’adeguata evoluzione dell’essere umano. Siamo ancora alle prese con problemi che potremmo ritenere ingiustificati, considerando il grado di civiltà che dovremmo aver raggiunto. Non parlo solo di problemi enormi come le guerre, la fame nel mondo o il degrado della natura, ma anche di problemi più strettamente pertinenti alla nostra quotidianità… non siamo ancora riusciti a raggiungere livelli adeguati di giustizia sociale, punto di partenza per garantire una pace duratura. Sono questioni gigantesche, che non si possono esaurire in poche righe, per cui mi limito soltanto a fare una riflessione…
Cerchiamo spesso risposte lontano da noi… Perché, ogni tanto, non guardiamo la meraviglia che sta sotto il nostro naso?
La migliore e, a tutt’oggi, imbattuta Maestra é la Natura, con le sue leggi perfette che funzionano in armonia e reciproca interazione, nonché di interdipendenza tra tutti i suoi elementi. Non dovremmo stancarci di elogiarla, osservarla e trarre insegnamenti da Lei, che tutto ama, tutto nutre, tutto custodisce…
La maggior parte delle nostre invenzioni derivano e traggono ispirazione da ciò che già esiste: la macchina fotografica, il cinema ecc., sono concezioni derivate dallo studio del nostro apparato visivo; i computers, sono il tentativo, comunque ancora ineguagliato, di riprodurre i processi del nostro cervello; tutto ciò che ha a che fare con i viaggi, può essere riferito al nostro apparato motorio (per gli aerei, abbiamo cercato di emulare il volo degli uccelli) e così via…
Continuando su queste riflessioni, mi permetto di suggerire il concetto della “società perfetta”: è il nostro caro corpo umano, che molto potrebbe insegnarci anche sul piano politico-sociale… Nel nostro organismo tutto funziona in dinamismo articolato e perfettamente efficiente: tutti gli organi, composti di particelle elementari (cellule-individui) si aggregano in “teams”, dettati dalle loro caratteristiche peculiari e lavorano in simbiosi con altri agglomerati biologici, formando una concatenazione di attività sapientemente organizzate. Non ci sono “esuberi” (disoccupazione), nonostante il corpo sia composto da miliardi di cellule… Ci sono organi più importanti in quanto più estesi e con più responsabilità (potremmo parlare di classe dirigente), ma svolgono la loro funzione senza presunzione e con l’obiettivo del bene comune; la loro retribuzione è la stessa degli elementi “meno importanti”… Infatti il sangue (che potremmo paragonare al denaro, proprio per le sue caratteristiche) è di vitale importanza per il costante approvvigionamento di sostanze necessarie, in primis di ossigeno; esso circola dappertutto, in movimento incessante e guai se non fosse così! La malattia di un organo è responsabilità e sofferenza dell’intero sistema, che cerca instancabilmente la guarigione a beneficio di tutti (vengono considerate così le fasce deboli della popolazione? Mi sembra di no). L’apparato immunitario ( l’esercito) è sempre all’erta per garantire la protezione e la sopravvivenza dell’organismo e filtra in modo certosino e selettivo tutto ciò che viene dall’esterno (anche qui ci sarebbe da studiare un po’…)
Il discorso potrebbe continuare per un intero libro, mantenendo il suo fascino…
Spesso osservo i politici cercare chiarezza nel caos delle idee e delle probabilità… Invece che continuare a fare tentativi “a muzzo”, perché non trarre ispirazione da “ciò che funziona”, facendo un passo indietro con umiltà?
Ah già, mi ero dimenticata dell’avidità…

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